Allora, parliamo del 2008.
Mi sono divertita quest'anno. Ho visto parecchi concerti, ho lavorato seriamente per la prima volta, ho finalmente dato un valore ad una cosa che ho sempre sottovalutato, la passione per la fotografia, l'ho fatto con impegno, raggiungendo persino qualche risultatuccio non di poco conto, almeno per me.
I bilanci in negativo sono all'università e sul piano fisico: dalla storta di maggio non ho più fatto ginnastica, ho preso qualche chilo e santo cielo se non ne ho bisogno, e mi sento una mollacchiona.
Buoni propositi per l'anno nuovo: Non fare la cogliona con le questioni universitarie e ricominciare a fare ginnastica. Imparare a fare qualche risotto, continuare a darci sotto con la fotografia.
Cercare di laurearmi. Lo so, in un solo anno è impossibile, ma magari anche soltanto pensare a come sarebbe bello poter dire che a febbraio del 2010 mi laureo...
Non è stato un anno privo di delusioni: Dado è morto, innanzi tutto. Bla Bla, ho già detto tutto a riguardo. Me lo sono anche sognato stanotte, bellino.
Altra cosa importante, mi devo arrendere al fatto che attiro e probabilmente tendo anche inconsciamente a circondarmi di persone sentimentalmente stitiche. Mi spiego meglio: sapete quando dicono che i neonati quando fanno la pupù è un regalo che fanno ai genitori, per dire gli voglio bene? In questo senso.
Mi spiego ancora meglio: a me piace dare affettivamente molto alle persone a cui voglio bene, inevitabilmente finisco a frequentare persone a cui piace soprattutto ricevere attenzioni e che se le prendono come se gli fossero dovute: senza un grazie, senza un sorriso, senza nemmeno farti capire se hanno apprezzato o meno. Per esempio, io sono la classica persona a cui piace fare i regali di natale più che riceverli, mi ci diverto proprio a partire per tempo, a studiarli, a cercare di fare qualcosa che lasci la persona a cui sto davanti sorpresa e soddisfatta. A me invece quando certe persone che mi stanno intorno fanno il regalo lo comprano cinque minuti prima e magari pure qualcosa che, conoscendomi, dovrebbero sapere che mi lascia indifferente. Ma qui devo anche ammettere che fare un regalo ad una come me è una cosa difficilissima: odio le cose inutili e di solito se una cosa mi serve me la compro al volo se posso, inoltre ho gusti dispendiosi perché le cose che amo di più sono oggetti di tecnologia, insomma sono una fava complicata.
Ma a parte quest'esempio, sarà mica il caso di aprire un po' gli occhi e di dire a me stessa “Oh svegliati cogliona, la gente si approfitta dei deficienti come te!!!”?
Per fortuna i miei giri stanno necessariamente cambiando un pochino ultimamente dato che mi trovo sempre inesorabilmente a partire sola quando si tratta di fare qualcosa che piace a me, per cui vediamo un po' come andrà nel 2009.
Quest'anno poi è stato ricchissimo di nuove conoscenze e due o tre di questi li sto cominciando pure a considerare amici veri, ma questo me lo dirà meglio il tempo.
Riapriamo la parentesi dei buoni propositi: non elemosinare l'amore di persone che non te lo daranno mai come lo vorresti, e smettila di attaccarti al passato. I rapporti cambiano, lascia che succeda perché non puoi fare altrimenti e tira avanti.
E poi la gente si domanda perché sono single... ah, e intendo evitare le sbandate anche il prossimo anno, ci manca solo che mi prenda qualche scuffia, poi dalle seghe mentali mi sotterro da sola! Ovvio, sono sempre fiduciosa che al mondo ci sia qualcuno che vale la pena di andare in contro alle pene d'amore, ma non ci spero. Preferisco farmi dei buoni amici.
Avrei altro da dire, ma per il momento mi basta questo.
Mi sono divertita quest'anno. Ho visto parecchi concerti, ho lavorato seriamente per la prima volta, ho finalmente dato un valore ad una cosa che ho sempre sottovalutato, la passione per la fotografia, l'ho fatto con impegno, raggiungendo persino qualche risultatuccio non di poco conto, almeno per me.
I bilanci in negativo sono all'università e sul piano fisico: dalla storta di maggio non ho più fatto ginnastica, ho preso qualche chilo e santo cielo se non ne ho bisogno, e mi sento una mollacchiona.
Buoni propositi per l'anno nuovo: Non fare la cogliona con le questioni universitarie e ricominciare a fare ginnastica. Imparare a fare qualche risotto, continuare a darci sotto con la fotografia.
Cercare di laurearmi. Lo so, in un solo anno è impossibile, ma magari anche soltanto pensare a come sarebbe bello poter dire che a febbraio del 2010 mi laureo...
Non è stato un anno privo di delusioni: Dado è morto, innanzi tutto. Bla Bla, ho già detto tutto a riguardo. Me lo sono anche sognato stanotte, bellino.
Altra cosa importante, mi devo arrendere al fatto che attiro e probabilmente tendo anche inconsciamente a circondarmi di persone sentimentalmente stitiche. Mi spiego meglio: sapete quando dicono che i neonati quando fanno la pupù è un regalo che fanno ai genitori, per dire gli voglio bene? In questo senso.
Mi spiego ancora meglio: a me piace dare affettivamente molto alle persone a cui voglio bene, inevitabilmente finisco a frequentare persone a cui piace soprattutto ricevere attenzioni e che se le prendono come se gli fossero dovute: senza un grazie, senza un sorriso, senza nemmeno farti capire se hanno apprezzato o meno. Per esempio, io sono la classica persona a cui piace fare i regali di natale più che riceverli, mi ci diverto proprio a partire per tempo, a studiarli, a cercare di fare qualcosa che lasci la persona a cui sto davanti sorpresa e soddisfatta. A me invece quando certe persone che mi stanno intorno fanno il regalo lo comprano cinque minuti prima e magari pure qualcosa che, conoscendomi, dovrebbero sapere che mi lascia indifferente. Ma qui devo anche ammettere che fare un regalo ad una come me è una cosa difficilissima: odio le cose inutili e di solito se una cosa mi serve me la compro al volo se posso, inoltre ho gusti dispendiosi perché le cose che amo di più sono oggetti di tecnologia, insomma sono una fava complicata.
Ma a parte quest'esempio, sarà mica il caso di aprire un po' gli occhi e di dire a me stessa “Oh svegliati cogliona, la gente si approfitta dei deficienti come te!!!”?
Per fortuna i miei giri stanno necessariamente cambiando un pochino ultimamente dato che mi trovo sempre inesorabilmente a partire sola quando si tratta di fare qualcosa che piace a me, per cui vediamo un po' come andrà nel 2009.
Quest'anno poi è stato ricchissimo di nuove conoscenze e due o tre di questi li sto cominciando pure a considerare amici veri, ma questo me lo dirà meglio il tempo.
Riapriamo la parentesi dei buoni propositi: non elemosinare l'amore di persone che non te lo daranno mai come lo vorresti, e smettila di attaccarti al passato. I rapporti cambiano, lascia che succeda perché non puoi fare altrimenti e tira avanti.
E poi la gente si domanda perché sono single... ah, e intendo evitare le sbandate anche il prossimo anno, ci manca solo che mi prenda qualche scuffia, poi dalle seghe mentali mi sotterro da sola! Ovvio, sono sempre fiduciosa che al mondo ci sia qualcuno che vale la pena di andare in contro alle pene d'amore, ma non ci spero. Preferisco farmi dei buoni amici.
Avrei altro da dire, ma per il momento mi basta questo.
- Location:Porto S. Stefano
- Mood:
contemplative - Music:Pete and the Pirates - Knots
Ma che bellezza il freddo! No, non scherzo, lo reggo molto meglio del caldo, e sono sicura che molti condividono la mia idea. Certo è arrivato un po’ troppo all’improvviso e troppo intenso, qui a Porto S. Stefano sabato c’è stata la prima tramontanata, il 20 di settembre mi sembra prestino!
L’estate è andata finalmente, non che questo un po’ non mi dispiaccia, ma solo sul piano da studente, ma s’era capito che a me un po’ la voglia di studiare è passata ormai. Diciamo che quest’anno ho ancora più stimoli a tornare alla mia vita cittadina. Non ultimo è la fotografia: sono stata alla riunione del corso giovedì e, anche se non si può certo dire da una semplice oretta passata al centro giovani Gaviniana che ci starò benissimo, i buoni presupposti ci sono. Sono ad occhio quasi tutti over 30, poche donne, saremmo al massimo sei o sette su un gruppo di venti o ventidue, tra cui una mia omonima. E io che pensavo il mio nome non fosse poi così comune, mi sa che mi sbaglio! Giovedì 25 ho la prima vera lezione su venti, fatemi gli auguri.
Un’altra cosa per cui sono contenta che abbiamo ricominciato è il fatto che quest’anno, tolto il coinquilino spagnolo sudicio e rompiscatole che abbiamo fatto l’errore di prenderci in casa l’anno scorso per paura di avere l’affitto e le spese troppo alte, la casa quest’anno è tutta nostra, mia e di Kaiser-Cicci che adesso sì, paghiamo tutto l’affitto in due, ma abbiamo una casa intera per noi, la stanza singola e un mare di libertà che per colpa di quell’individuo non avevano l’anno scorso.
Comincerò anche il tirocinio per l’università a breve: si tratta nella mia facoltà di regalare 300 ore della tua vita ad un’azienda che ti sfrutta. Se ti va male ti mettono a fare caffè e fotocopie, se ti va bene impari qualcosina, ma non poi molto, per cui è un po’ com’era il servizio militare per i ragazzi fino a che non l’hanno tolto: se puoi lo eviti, ma da noi proprio non si può perché non c’è un servizio civile che puoi fare al posto di. Ironia della sorte, il servizio civile volontario però te lo valutano come tirocinio mi pare…
C’è anche qualcuno a cui il tirocinio ha fruttato addirittura un posto di lavoro successivamente, ma si contano sulle dita di una mano.
Venendo al sodo, ho avuto un colpo di fortuna: l’associazione che gestisce l’acquario dove ho lavorato quest’estate ha comprato una piattaforma moodle (piattaforme per l’e-learning che si usano spesso nelle università per i corsi on line, la mia inclusa) che però poi è stata lasciata in disuso fino ad oggi. Hanno chiesto a me se voglio metterla a posto per loro, non possono pagarmi ma, per l’appunto, posso fare per loro il tirocinio. È il mio campo, come Formatore Multimediale questo in teoria dovrebbe essere il mio sbocco professionale, inoltre posso farlo dove voglio purchè abbia un computer e una connessione internet, per cui casa dei miei o casa in città è la stessa. Inoltre il mio referente è mia sorella che, come socia dell’acquario si occupa della parte informatica ed è webmaster del loro sito, il che vuol dire che se un giorno non posso o non ho voglia di farlo nessuno mi romperà le scatole! Purchè faccia tutte le 300 ore del resto, a nessuno interessa un granchè in quanto o quando le faccio, per capirci.
A proposito, non so se vi ricordate di Carlotta, la cernia di cui vi ho parlato l’ultima volta: così per gioco una sera che mi ero portata la reflex al lavoro dopo che ho chiuso ho provato a fare qualche foto. Mi sembravano bruttine, ma mia sorella ha deciso di pubblicarne una sul sito, la potete vedere nella homepage qui: http://www.acquarioargentario.org/
Devo ammettere che sono stata bene quest’estate a lavorare all’acquario, le ultime due settimane sono state pesanti, ma è stata comunque una bella esperienza che mi rende anche felice di regalare 300 ore della mia vita all’associazione Accademia Mare Ambiente.
Inoltre è stato il primo vero lavoro della mia vita: ricevere un assegno per un lavoro che hai fatto è una cosa gratificante davvero, come è gratificante poi potersi permettere delle cose semplicemente perché i soldi li hai guadagnati, sono tuoi e non devi renderne conto a nessuno. Per dire, mi sono potuta permettere reflex e corso di fotografia per questo, ed ho fronteggiato senza problemi l’emergenza computer fuso… me ne sono dovuta comprare uno nuovo, ma l’ho potuto fare da sola senza chiedere aiuto ai miei. Volete mettere che soddisfazione?
Lo so, sono ben lontana da essere una responsabile lavoratrice, o una che deve viverci con il suo stipendio e fare un uso più serio e previdente dei suoi soldi per necessità. I miei discorsi quindi possono sembrare infantili ed immaturi, ma una volta che sarò laureata ci sarà tempo per pensarci. Ancora mamma e babbo provvedono volentieri, per cui mi permetto di essere indulgente con me stessa per adesso, cosciente del fatto che sono fortunata.
E per questo, non credo di dovermi sentire in colpa.
A presto!
L’estate è andata finalmente, non che questo un po’ non mi dispiaccia, ma solo sul piano da studente, ma s’era capito che a me un po’ la voglia di studiare è passata ormai. Diciamo che quest’anno ho ancora più stimoli a tornare alla mia vita cittadina. Non ultimo è la fotografia: sono stata alla riunione del corso giovedì e, anche se non si può certo dire da una semplice oretta passata al centro giovani Gaviniana che ci starò benissimo, i buoni presupposti ci sono. Sono ad occhio quasi tutti over 30, poche donne, saremmo al massimo sei o sette su un gruppo di venti o ventidue, tra cui una mia omonima. E io che pensavo il mio nome non fosse poi così comune, mi sa che mi sbaglio! Giovedì 25 ho la prima vera lezione su venti, fatemi gli auguri.
Un’altra cosa per cui sono contenta che abbiamo ricominciato è il fatto che quest’anno, tolto il coinquilino spagnolo sudicio e rompiscatole che abbiamo fatto l’errore di prenderci in casa l’anno scorso per paura di avere l’affitto e le spese troppo alte, la casa quest’anno è tutta nostra, mia e di Kaiser-Cicci che adesso sì, paghiamo tutto l’affitto in due, ma abbiamo una casa intera per noi, la stanza singola e un mare di libertà che per colpa di quell’individuo non avevano l’anno scorso.
Comincerò anche il tirocinio per l’università a breve: si tratta nella mia facoltà di regalare 300 ore della tua vita ad un’azienda che ti sfrutta. Se ti va male ti mettono a fare caffè e fotocopie, se ti va bene impari qualcosina, ma non poi molto, per cui è un po’ com’era il servizio militare per i ragazzi fino a che non l’hanno tolto: se puoi lo eviti, ma da noi proprio non si può perché non c’è un servizio civile che puoi fare al posto di. Ironia della sorte, il servizio civile volontario però te lo valutano come tirocinio mi pare…
C’è anche qualcuno a cui il tirocinio ha fruttato addirittura un posto di lavoro successivamente, ma si contano sulle dita di una mano.
Venendo al sodo, ho avuto un colpo di fortuna: l’associazione che gestisce l’acquario dove ho lavorato quest’estate ha comprato una piattaforma moodle (piattaforme per l’e-learning che si usano spesso nelle università per i corsi on line, la mia inclusa) che però poi è stata lasciata in disuso fino ad oggi. Hanno chiesto a me se voglio metterla a posto per loro, non possono pagarmi ma, per l’appunto, posso fare per loro il tirocinio. È il mio campo, come Formatore Multimediale questo in teoria dovrebbe essere il mio sbocco professionale, inoltre posso farlo dove voglio purchè abbia un computer e una connessione internet, per cui casa dei miei o casa in città è la stessa. Inoltre il mio referente è mia sorella che, come socia dell’acquario si occupa della parte informatica ed è webmaster del loro sito, il che vuol dire che se un giorno non posso o non ho voglia di farlo nessuno mi romperà le scatole! Purchè faccia tutte le 300 ore del resto, a nessuno interessa un granchè in quanto o quando le faccio, per capirci.
A proposito, non so se vi ricordate di Carlotta, la cernia di cui vi ho parlato l’ultima volta: così per gioco una sera che mi ero portata la reflex al lavoro dopo che ho chiuso ho provato a fare qualche foto. Mi sembravano bruttine, ma mia sorella ha deciso di pubblicarne una sul sito, la potete vedere nella homepage qui: http://www.acquarioargentario.org/
Devo ammettere che sono stata bene quest’estate a lavorare all’acquario, le ultime due settimane sono state pesanti, ma è stata comunque una bella esperienza che mi rende anche felice di regalare 300 ore della mia vita all’associazione Accademia Mare Ambiente.
Inoltre è stato il primo vero lavoro della mia vita: ricevere un assegno per un lavoro che hai fatto è una cosa gratificante davvero, come è gratificante poi potersi permettere delle cose semplicemente perché i soldi li hai guadagnati, sono tuoi e non devi renderne conto a nessuno. Per dire, mi sono potuta permettere reflex e corso di fotografia per questo, ed ho fronteggiato senza problemi l’emergenza computer fuso… me ne sono dovuta comprare uno nuovo, ma l’ho potuto fare da sola senza chiedere aiuto ai miei. Volete mettere che soddisfazione?
Lo so, sono ben lontana da essere una responsabile lavoratrice, o una che deve viverci con il suo stipendio e fare un uso più serio e previdente dei suoi soldi per necessità. I miei discorsi quindi possono sembrare infantili ed immaturi, ma una volta che sarò laureata ci sarà tempo per pensarci. Ancora mamma e babbo provvedono volentieri, per cui mi permetto di essere indulgente con me stessa per adesso, cosciente del fatto che sono fortunata.
E per questo, non credo di dovermi sentire in colpa.
A presto!
- Location:Porto S. Stefano
- Music:Editors - Bones
Sono quasi tre mesi che non scrivo più niente, magari mi davate per dispersa e forse, un pochino, lo sono pure stata. Poi, mamma mia, l’ultimo post è davvero triste…
È un periodo lungo, per cui cerco di schematizzarlo:
- Dopo una settimana che Dado se n’è andato è arrivato il nuovo Dado, il quarto. Un beagle, bellino quanto bastardo dentro. È veramente dispettosissimo e francamente nutro poche speranze che potremmo addestrarlo un granché con le nostre limitate capacità. Metteteci che i miei genitori più che da genitori con lui si comportano da nonni, ovvero quel cane fa quello che vuole.
Adesso è un bel cagnetto di quasi 4 mesi, li ha compiuti il 6 agosto. E’ abbastanza simpatico e gli voglio bene anche se mi ruba le scarpe, mi morde con quei suoi dentini aguzzi e mi fa un male bestia e mi stressa la vita in vari altri modi. Quando mi vede con una bottiglietta di actimel da di matto, mi salta addosso e mi graffia con quelle sue unghiettine malefiche fino a che non prendo un piattino e gliene do un po’. Dopo pranzo ci facevamo la pennichella insieme quasi tutti i giorni. Quando dorme è carino, quasi angelico, ma adesso fa l’irrequieto e non mi fa pisolare, per cui abbiamo smesso. Forse ricominceremo quando sarà più grande e più calmo.
Però il suo predecessore, anche se era matto, era meglio, so che è una cosa grossa da dire ma la sento, tant’è. Mi sono anche fregata il suo guinzaglio perché non voglio usarlo per questo nuovo. Era il guinzaglio dei bagnetti e delle rare passeggiate nel mondo esterno che abbiamo potuto fare, ho detto ai miei che era rotto e che l’ho buttato, e me lo sono nascosto.
- Esami università: uno fatto, uno fallito miseramente. Maledetta statistica. Ci rivediamo a settembre, strega malefica…
- Concerti: Futureheads il 3 luglio (foto qui), Editors il 25 luglio (foto qui), quest’ultimo è stato strabiliante, l’altro passabile, ma era gratis, per cui a caval donato non si guarda in bocca. In futuro: a Bologna il 26 settembre R.E.M. con spalla gli We Are Scientists. Costa ben 46 euri ma già i R.E.M. gli varrebbero da soli, ma con gli altri, li stravale. I Pete and the Pirates verranno a Firenze il 7 novembre, e andrò a vederli sicuramente.
- Sono quasi due mesi che lavoro all’acquario. Il lavoro è tranquillo e da le sue soddisfazioni. I capi sono persone tranquillissime, mi è permesso di mettere la musica in portineria e di smanettare con il mio portatile mentre aspetto di staccare i biglietti o di vendere i gadget. Mi piace molto l’entusiasmo dei bambini, che trascinano il più delle volte gli spallatissimi genitori davanti alle vasche, dalla mia postazione senti i cori entusiastici dei piccoli davanti ai pesci. Le fish super star sono ovviamente Carlotta la cernia bruna (anche se ormai, siccome le cernie brune dopo un tot di anni cambiano sesso, probabilmente sarà diventata Carlo, o Carlotto…), il polpo che un bambino ha battezzato Tongo Pongo e ovviamente i timidissimi cavallucci marini che si nascondono dietro la posidonia e spesso non si riesce nemmeno a vederli. Ma quando vengono visti, che feste!
Guest star per eccellenza, dato che in effetti nell’acquario non c’è dato che qui c’è solo fauna locale e quello è un pesce tropicale, il poster del pesce pagliaccio sulla mia testa. 4 bambini su 5 appena entrano indicano e fanno: Nemo!!!!
Ma le mie preferite sono in assoluto le vacchette di mare: sono dei molluschi con il dorso bianco a macchie nere, e hanno due specie di cornine, da qui presto detto da dove viene il loro nome. Le abbiamo da circa 5 settimane, e io le adoro. Ovviamente!
Certo, ha dei lati negativi il lavoro: bisogna avere tanta pazienza, fare il sorrisino a qualsiasi cafone maleducato che entra e magari non rispondendo nemmeno al tuo saluto ti chiede insistentemente di fargli sconti che tu non puoi fare, ci sono un sacco di persone che si approfittano di momenti di calca per sgattaiolare dentro senza passare dalla biglietteria (mi è capitato qualche volta, tutti riacciuffati tranne uno… ma quella mattina mi sono venute più di 100 persone in 2 ore, per cui pazienza, non sono wonder woman!). C’è chi fa le sue lamentele perché, siccome la gente si crede esperta, hanno da ridire su delle vasche che secondo loro sono piccole quando non lo sono affatto, chi vede un pesce fermo immobile nell’acqua e mi chiama spaventato per paura che sia morto quando stanno solo dormendo, costringendomi a lasciare la biglietteria scoperta. C’è chi si lamenta perché al piano di sopra fa caldo, specialmente la mattina quando sul tetto batte un sole cocente e l’aria condizionata ancora non ha mitigato l’ambiente. Fortuna che io la mattina la faccio solo in casi straordinari. C’è gente che ci scambia per l’azienda di soggiorno e turismo e ci chiede informazioni sui traghetti per le isole, sui ristoranti, su altri negozi, di cambiare soldi per i parcheggi e qualcuno pure se vendiamo acquari per private abitazioni.
I peggiori ti sforano sull’orario di apertura, stando tranquillamente in giro mentre tu hai finito il turno e vorresti andare a casa, magari fare la pipì… dopo un turno di 4 ore dalle 20 alle 24 la prima cosa che devi fare è andare in bagno, e mi è capitato più di una volta di trattenerla perché della gente mi è uscita a mezzanotte e un quarto o anche più tardi…
Ma più ignoranti e cafoni sono, più ti diverti a prenderli in giro, magra consolazione ma funziona. Io e la mia collega che fa il turno di giorno abbiamo approntato uno stupidario dove scriviamo tutte le boiate che ci dicono o ci chiedono. ( Ve ne riporto qualcuna... )
- Progetti futuri: ho investito il mio primo stipendio in una reflex e a settembre comincerò un corso di fotografia a Firenze. Dato che mi piace un sacco fare foto, perché non imparare a farlo come si deve chissà che magari non ne esca qualcosa di buono.
Vi lascio con qualche foto del nuovo Dadino, questa tra l’altro è fatta con la reflex nuova!

Tutto il set dedicato a lui qui, incluse le foto quando era piccolo piccolo.
A presto!
È un periodo lungo, per cui cerco di schematizzarlo:
- Dopo una settimana che Dado se n’è andato è arrivato il nuovo Dado, il quarto. Un beagle, bellino quanto bastardo dentro. È veramente dispettosissimo e francamente nutro poche speranze che potremmo addestrarlo un granché con le nostre limitate capacità. Metteteci che i miei genitori più che da genitori con lui si comportano da nonni, ovvero quel cane fa quello che vuole.
Adesso è un bel cagnetto di quasi 4 mesi, li ha compiuti il 6 agosto. E’ abbastanza simpatico e gli voglio bene anche se mi ruba le scarpe, mi morde con quei suoi dentini aguzzi e mi fa un male bestia e mi stressa la vita in vari altri modi. Quando mi vede con una bottiglietta di actimel da di matto, mi salta addosso e mi graffia con quelle sue unghiettine malefiche fino a che non prendo un piattino e gliene do un po’. Dopo pranzo ci facevamo la pennichella insieme quasi tutti i giorni. Quando dorme è carino, quasi angelico, ma adesso fa l’irrequieto e non mi fa pisolare, per cui abbiamo smesso. Forse ricominceremo quando sarà più grande e più calmo.
Però il suo predecessore, anche se era matto, era meglio, so che è una cosa grossa da dire ma la sento, tant’è. Mi sono anche fregata il suo guinzaglio perché non voglio usarlo per questo nuovo. Era il guinzaglio dei bagnetti e delle rare passeggiate nel mondo esterno che abbiamo potuto fare, ho detto ai miei che era rotto e che l’ho buttato, e me lo sono nascosto.
- Esami università: uno fatto, uno fallito miseramente. Maledetta statistica. Ci rivediamo a settembre, strega malefica…
- Concerti: Futureheads il 3 luglio (foto qui), Editors il 25 luglio (foto qui), quest’ultimo è stato strabiliante, l’altro passabile, ma era gratis, per cui a caval donato non si guarda in bocca. In futuro: a Bologna il 26 settembre R.E.M. con spalla gli We Are Scientists. Costa ben 46 euri ma già i R.E.M. gli varrebbero da soli, ma con gli altri, li stravale. I Pete and the Pirates verranno a Firenze il 7 novembre, e andrò a vederli sicuramente.
- Sono quasi due mesi che lavoro all’acquario. Il lavoro è tranquillo e da le sue soddisfazioni. I capi sono persone tranquillissime, mi è permesso di mettere la musica in portineria e di smanettare con il mio portatile mentre aspetto di staccare i biglietti o di vendere i gadget. Mi piace molto l’entusiasmo dei bambini, che trascinano il più delle volte gli spallatissimi genitori davanti alle vasche, dalla mia postazione senti i cori entusiastici dei piccoli davanti ai pesci. Le fish super star sono ovviamente Carlotta la cernia bruna (anche se ormai, siccome le cernie brune dopo un tot di anni cambiano sesso, probabilmente sarà diventata Carlo, o Carlotto…), il polpo che un bambino ha battezzato Tongo Pongo e ovviamente i timidissimi cavallucci marini che si nascondono dietro la posidonia e spesso non si riesce nemmeno a vederli. Ma quando vengono visti, che feste!
Guest star per eccellenza, dato che in effetti nell’acquario non c’è dato che qui c’è solo fauna locale e quello è un pesce tropicale, il poster del pesce pagliaccio sulla mia testa. 4 bambini su 5 appena entrano indicano e fanno: Nemo!!!!
Ma le mie preferite sono in assoluto le vacchette di mare: sono dei molluschi con il dorso bianco a macchie nere, e hanno due specie di cornine, da qui presto detto da dove viene il loro nome. Le abbiamo da circa 5 settimane, e io le adoro. Ovviamente!
Certo, ha dei lati negativi il lavoro: bisogna avere tanta pazienza, fare il sorrisino a qualsiasi cafone maleducato che entra e magari non rispondendo nemmeno al tuo saluto ti chiede insistentemente di fargli sconti che tu non puoi fare, ci sono un sacco di persone che si approfittano di momenti di calca per sgattaiolare dentro senza passare dalla biglietteria (mi è capitato qualche volta, tutti riacciuffati tranne uno… ma quella mattina mi sono venute più di 100 persone in 2 ore, per cui pazienza, non sono wonder woman!). C’è chi fa le sue lamentele perché, siccome la gente si crede esperta, hanno da ridire su delle vasche che secondo loro sono piccole quando non lo sono affatto, chi vede un pesce fermo immobile nell’acqua e mi chiama spaventato per paura che sia morto quando stanno solo dormendo, costringendomi a lasciare la biglietteria scoperta. C’è chi si lamenta perché al piano di sopra fa caldo, specialmente la mattina quando sul tetto batte un sole cocente e l’aria condizionata ancora non ha mitigato l’ambiente. Fortuna che io la mattina la faccio solo in casi straordinari. C’è gente che ci scambia per l’azienda di soggiorno e turismo e ci chiede informazioni sui traghetti per le isole, sui ristoranti, su altri negozi, di cambiare soldi per i parcheggi e qualcuno pure se vendiamo acquari per private abitazioni.
I peggiori ti sforano sull’orario di apertura, stando tranquillamente in giro mentre tu hai finito il turno e vorresti andare a casa, magari fare la pipì… dopo un turno di 4 ore dalle 20 alle 24 la prima cosa che devi fare è andare in bagno, e mi è capitato più di una volta di trattenerla perché della gente mi è uscita a mezzanotte e un quarto o anche più tardi…
Ma più ignoranti e cafoni sono, più ti diverti a prenderli in giro, magra consolazione ma funziona. Io e la mia collega che fa il turno di giorno abbiamo approntato uno stupidario dove scriviamo tutte le boiate che ci dicono o ci chiedono. ( Ve ne riporto qualcuna... )
- Progetti futuri: ho investito il mio primo stipendio in una reflex e a settembre comincerò un corso di fotografia a Firenze. Dato che mi piace un sacco fare foto, perché non imparare a farlo come si deve chissà che magari non ne esca qualcosa di buono.
Vi lascio con qualche foto del nuovo Dadino, questa tra l’altro è fatta con la reflex nuova!

Tutto il set dedicato a lui qui, incluse le foto quando era piccolo piccolo.
A presto!
- Location:Porto S. Stefano
- Music:Alanis Morissette - Hand in my Pocket
Sono una fava.
Sono ancora più fava di quel fava di Nicola che da sabato scorso cerca di intortarmi con sms anonimi fingendosi lo Stalker che mi invita ad un fantomatico concerto che doveva esserci ieri sera a Firenze e che magicamente stamattina era stasera…
Approdando al perché sono una fava, oggi sono scivolata sulle scale davanti a casa mia che erano umidicce e scivolose per le piogge di questi giorni e mi sono ammaccata l’osso sacro, cavolo, mi fa male a stare a sedere sul mio nobil deretano. Ma la verità è che non dovrei cominciare a raccontare le storie dalla fine. Per cui, step back…
Era il 30 aprile, Nicola mi chiama e mi fa: imbuchiamoci ad una festa di laurea stasera. E io: ok.
Lui conosce una delle due dottoresse che festeggiavano, fidanzata di un suo coinquilino, io non conoscevo un’anima, fatto sta che a me le feste di laurea mi fanno sempre un bell’effetto distensivo e gioviale, diciamo che ho bevuto un po’ troppo colta dall’entusiasmo, e diciamo pure che sono tornata a casa bella cotta. Siamo andati a piedi perché Nicola pensava fosse vicino a casa mia, in effetti lontano non era, ma l’idea geniale è che mi sono messa degli stivali che non mettevo da un mese e che so benissimo, che quando mi disabituo a quelle scarpe, la prima volta che me le metto non ci devo camminare troppo. Infatti mi sono ritrovata con due bestie sotto i piedi che definire vesciche era riduttivo… avevo sotto il piede destro il lago di Bolsena e sotto il sinistro il lago di Carezza, un pochetto più piccino. Ma fin qui tutto bene, ci vuole un po’ a riassorbirle ma si vive.
Parte seconda: la caduta col motorino da ferma. Per la verità in questo sono davvero brava, prima di domenica infatti mi era già successo 2 volte nella vita. Una ai tempi del liceo con il mio vecchio Sì e una a Pasqua quest’anno con il motorino del mio babbo che mi è caduto perchè pesa credo svariati quintali e io, che uscivo da un’influenza che mi aveva indebolita, non ce l’ho fatta a reggerlo. La prima volta mi sono fatta una risata, la seconda mi sono sbucciata un ginocchio, domenica mi sono malamente schiantata una caviglia.
Cazzo.
Ammetto di aver fatto una stupidaggine perché non si cerca di girare il motorino quando la strada è in pendenza, si vede che la teoria non mi bastava, volevo toccare con mano, anzi con gomito, me lo sono bello scartavetrato. E poi dovevo inaugurare il mio nuovo motorino, no? Comunque non temete per lui, s’è un po’ spaventato ma è incolume. Abbiamo parlato, stava un po’ imbronciato, gli ho chiesto scusa, ho ammesso che sono una deficiente e gli ho promesso che non lo farò mai più. Lui ha capito, e gli ho promesso che festeggeremo la nostra ritrovata unione e simpatia reciproca con una merenda: io gelato, lui pieno all’Agip la settimana del mio compleanno.
In ogni modo la caviglia mi fa un male bestia, almeno fino a ieri quanto il babbo-dottore mi ha fatto prendere un antidolorifico che spero mi sia dato anche oggi anche se non me lo merito. Ma anche se la caviglia non mi farà vedere le stelle ho battuto questa gran culata, anche perché cammino con l’incedere di una vecchina di novant’anni, per cui mi fa male il deretano. E ho una caviglia a zampa d’elefante, che culo…
E che gran par di palle, ti passa una, ne comincia un’altra. Forse è semplicemente che è vero che se ti fa male qualcosa, fatti male da qualche altra parte, lo sentirai meno!
Gitarella a Lourdes? Se fossi più credente forse sarebbe l’unica soluzione possibile…
Ma cambiamo discorso, che sono stata ad un concertino niente male sabato 3 maggio e non ho proferito parola, forse perché sono ancora incredula: dopo una sfilata di uomini tanto simpatici ma sostanzialmente inguardabili, il cantante degli We Are Scientists Keith Murray, minchia, faceva davvero la sua porca figura!
E’ stata una serata divertente, il locale, il Covo di Bologna, era abbastanza pieno ma non al collasso, loro poi dal vivo sono bravi, niente da obiettare eccetto che alcuni degli assoli di chitarra il Murray li ha fatti fare ad uno dei musicisti che si portano dietro e ci sono rimasta male! Ma d’altra parte non è che può fare tutto da solo. C’hanno fatto pure fare un paio di risate. Per prima cosa, si menavano allegramente, Murray prendeva a calci Cain (Chris, il bassista) e lui lo spintonava… bellini, si vogliono bene!
Poi c’erano delle tipe tristissime inglesi che gli urlavano come invasate I love you, I love you e rompevano le palle, hanno fatto girare le scatole anche a loro alla lunga, il che è tutto dire…
Nota trash: il Murray portava ai piedi un paio di scarpine bianche sudicissime e senza calze sotto, blah! Non avrei voluto essere nella stessa stanza in cui se l’è tolte dopo…
Dopo fuori abbiamo scambiato quattro chiacchiere con la crew, che erano tutti ragazzotti simpatici e abbiamo aspettato loro fuori dal loro autobus. Chris Cain poverino l’ho rintronato per una decina di minuti e abbiamo ideato insieme un piano per Kaiser-Cicci che quella sera non è potuta venire nel caso in cui la prossima volta che vengono in Italia sia bloccata al lavoro un’altra volta: la rapirò. Il ragionamento era che se la rapisco il capo non si può arrabbiare con lei se non va al lavoro. Per la verità Cain ha suggerito di portare anche il capo al concerto, ma io non sono mai stata per le mezze misure! Murray invece si è presentato dopo un po’ in magliettina del gruppo con sopra lui con le orecchie da volpe e Cain con le corna da alce (vorrà dire qualcosa????), è stato carino, ma non che ho potuto scambiarci chissà che chiacchiere anche perché essendo il passerone del gruppo aveva la coda.
( Qualche foto sotto il tag, compresa una con il passerone… )
E anche per oggi la mia bella dose di cazzate le ho dette!
Vado a massaggiarmi il deretano…
Ciao :)
ps: Volevo solo dire brevemente alla Sam che il post dell’altro giorno, quello sul fatto che eri felice, era bellissimo. Li vorrei tutti i giorni da tutti quelli che conosco post così, alla fine mi annoierei a leggere sempre le solite cose, ma sarei più felice anch’io. E scusa se non ti ho risposto, forse ero impegnata a stendere la biancheria, a guardare i piccioni dalla finestra o a grattarmi e non ho lì per lì preso la poesia del post, ma adesso che ci penso, era proprio bello, certamente meglio di tutti quelli, e ne faccio una marea anch’io, in cui ci lamentiamo tutti del fatto che le cose non vanno sempre per il verso giusto e alla fine quando vanno bene semplicemente stiamo zitti.
Per cui grazie d’averlo scritto, davvero.
Sono ancora più fava di quel fava di Nicola che da sabato scorso cerca di intortarmi con sms anonimi fingendosi lo Stalker che mi invita ad un fantomatico concerto che doveva esserci ieri sera a Firenze e che magicamente stamattina era stasera…
Approdando al perché sono una fava, oggi sono scivolata sulle scale davanti a casa mia che erano umidicce e scivolose per le piogge di questi giorni e mi sono ammaccata l’osso sacro, cavolo, mi fa male a stare a sedere sul mio nobil deretano. Ma la verità è che non dovrei cominciare a raccontare le storie dalla fine. Per cui, step back…
Era il 30 aprile, Nicola mi chiama e mi fa: imbuchiamoci ad una festa di laurea stasera. E io: ok.
Lui conosce una delle due dottoresse che festeggiavano, fidanzata di un suo coinquilino, io non conoscevo un’anima, fatto sta che a me le feste di laurea mi fanno sempre un bell’effetto distensivo e gioviale, diciamo che ho bevuto un po’ troppo colta dall’entusiasmo, e diciamo pure che sono tornata a casa bella cotta. Siamo andati a piedi perché Nicola pensava fosse vicino a casa mia, in effetti lontano non era, ma l’idea geniale è che mi sono messa degli stivali che non mettevo da un mese e che so benissimo, che quando mi disabituo a quelle scarpe, la prima volta che me le metto non ci devo camminare troppo. Infatti mi sono ritrovata con due bestie sotto i piedi che definire vesciche era riduttivo… avevo sotto il piede destro il lago di Bolsena e sotto il sinistro il lago di Carezza, un pochetto più piccino. Ma fin qui tutto bene, ci vuole un po’ a riassorbirle ma si vive.
Parte seconda: la caduta col motorino da ferma. Per la verità in questo sono davvero brava, prima di domenica infatti mi era già successo 2 volte nella vita. Una ai tempi del liceo con il mio vecchio Sì e una a Pasqua quest’anno con il motorino del mio babbo che mi è caduto perchè pesa credo svariati quintali e io, che uscivo da un’influenza che mi aveva indebolita, non ce l’ho fatta a reggerlo. La prima volta mi sono fatta una risata, la seconda mi sono sbucciata un ginocchio, domenica mi sono malamente schiantata una caviglia.
Cazzo.
Ammetto di aver fatto una stupidaggine perché non si cerca di girare il motorino quando la strada è in pendenza, si vede che la teoria non mi bastava, volevo toccare con mano, anzi con gomito, me lo sono bello scartavetrato. E poi dovevo inaugurare il mio nuovo motorino, no? Comunque non temete per lui, s’è un po’ spaventato ma è incolume. Abbiamo parlato, stava un po’ imbronciato, gli ho chiesto scusa, ho ammesso che sono una deficiente e gli ho promesso che non lo farò mai più. Lui ha capito, e gli ho promesso che festeggeremo la nostra ritrovata unione e simpatia reciproca con una merenda: io gelato, lui pieno all’Agip la settimana del mio compleanno.
In ogni modo la caviglia mi fa un male bestia, almeno fino a ieri quanto il babbo-dottore mi ha fatto prendere un antidolorifico che spero mi sia dato anche oggi anche se non me lo merito. Ma anche se la caviglia non mi farà vedere le stelle ho battuto questa gran culata, anche perché cammino con l’incedere di una vecchina di novant’anni, per cui mi fa male il deretano. E ho una caviglia a zampa d’elefante, che culo…
E che gran par di palle, ti passa una, ne comincia un’altra. Forse è semplicemente che è vero che se ti fa male qualcosa, fatti male da qualche altra parte, lo sentirai meno!
Gitarella a Lourdes? Se fossi più credente forse sarebbe l’unica soluzione possibile…
Ma cambiamo discorso, che sono stata ad un concertino niente male sabato 3 maggio e non ho proferito parola, forse perché sono ancora incredula: dopo una sfilata di uomini tanto simpatici ma sostanzialmente inguardabili, il cantante degli We Are Scientists Keith Murray, minchia, faceva davvero la sua porca figura!
E’ stata una serata divertente, il locale, il Covo di Bologna, era abbastanza pieno ma non al collasso, loro poi dal vivo sono bravi, niente da obiettare eccetto che alcuni degli assoli di chitarra il Murray li ha fatti fare ad uno dei musicisti che si portano dietro e ci sono rimasta male! Ma d’altra parte non è che può fare tutto da solo. C’hanno fatto pure fare un paio di risate. Per prima cosa, si menavano allegramente, Murray prendeva a calci Cain (Chris, il bassista) e lui lo spintonava… bellini, si vogliono bene!
Poi c’erano delle tipe tristissime inglesi che gli urlavano come invasate I love you, I love you e rompevano le palle, hanno fatto girare le scatole anche a loro alla lunga, il che è tutto dire…
Nota trash: il Murray portava ai piedi un paio di scarpine bianche sudicissime e senza calze sotto, blah! Non avrei voluto essere nella stessa stanza in cui se l’è tolte dopo…
Dopo fuori abbiamo scambiato quattro chiacchiere con la crew, che erano tutti ragazzotti simpatici e abbiamo aspettato loro fuori dal loro autobus. Chris Cain poverino l’ho rintronato per una decina di minuti e abbiamo ideato insieme un piano per Kaiser-Cicci che quella sera non è potuta venire nel caso in cui la prossima volta che vengono in Italia sia bloccata al lavoro un’altra volta: la rapirò. Il ragionamento era che se la rapisco il capo non si può arrabbiare con lei se non va al lavoro. Per la verità Cain ha suggerito di portare anche il capo al concerto, ma io non sono mai stata per le mezze misure! Murray invece si è presentato dopo un po’ in magliettina del gruppo con sopra lui con le orecchie da volpe e Cain con le corna da alce (vorrà dire qualcosa????), è stato carino, ma non che ho potuto scambiarci chissà che chiacchiere anche perché essendo il passerone del gruppo aveva la coda.
( Qualche foto sotto il tag, compresa una con il passerone… )
E anche per oggi la mia bella dose di cazzate le ho dette!
Vado a massaggiarmi il deretano…
Ciao :)
ps: Volevo solo dire brevemente alla Sam che il post dell’altro giorno, quello sul fatto che eri felice, era bellissimo. Li vorrei tutti i giorni da tutti quelli che conosco post così, alla fine mi annoierei a leggere sempre le solite cose, ma sarei più felice anch’io. E scusa se non ti ho risposto, forse ero impegnata a stendere la biancheria, a guardare i piccioni dalla finestra o a grattarmi e non ho lì per lì preso la poesia del post, ma adesso che ci penso, era proprio bello, certamente meglio di tutti quelli, e ne faccio una marea anch’io, in cui ci lamentiamo tutti del fatto che le cose non vanno sempre per il verso giusto e alla fine quando vanno bene semplicemente stiamo zitti.
Per cui grazie d’averlo scritto, davvero.
- Location:Porto Santo Stefano
- Music:Sorella che suona il flauto traverso
